Il restauro architettonico ed il recupero dell’edificio storico
Il complesso progetto di restauro e ristrutturazione della Galleria di Piazza Colonna risponde all’obiettivo del Gruppo Lamaro di contribuire a dare un nuovo volto ed a restituire una nuova luce a piccoli e grandi tesori di Roma.
Il rilancio culturale e commerciale della Galleria Colonna ha previsto infatti la ristrutturazione e la riqualificazione dell’edificio, nel rispetto della vocazione storica originaria di galleria commerciale e nella consapevolezza del valore storico ed artistico di tale edificio romano.
E’ per il raggiungimento di tale obiettivo che la filosofia seguita nel portare avanti i lavori è stata sempre la stessa fin dall’inizio: inserirsi nelle strutture esistenti e non alterare il comportamento statico di tutto il complesso.
Una filosofia che è stata chiara fin dal primo sopralluogo effettuato per rendersi conto dello stato dell’arte, quando ancora non si sapeva quale viaggio nella storia dell’architettura si stava per iniziare.
Era l’Agosto del 1999: non è passato neppure un lustro e tra poco questo spazio storico sarà di nuovo aperto ai romani.
Se la conoscenza del territorio, quale momento fondamentale per la piena consapevolezza del percorso civile e culturale da intraprendere, passa anche attraverso la attenta lettura dei segni lasciati dall’uomo nel corso dei secoli, allora non poteva mancare al complessivo disegno lo studio delle vicende storiche, artistiche ed architettoniche che hanno caratterizzato questo edificio, lavoro emozionante, delicato e ricco di fascino, che ha accompagnato tutta la prima fase dei lavori.
Parallelamente, le indagini strutturali e le ricerche geologiche, condotte con passione e rigore scientifico, hanno consentito di conoscere la natura del terreno verificando, e confermando, innanzitutto se l’ubicazione della falda riportata nei testi corrispondesse all’effettivo posizionamento ovvero a 90 cm sotto il calpestìo del piano interrato. Studiando la correlazione tra tale falda, l’acqua votiva della vicina Chiesa di Santa Maria in Via e le acque che corrono sotto via
del Tritone, e verificandone l’interazione con le inondazioni del Tevere, si è scoperta l’esistenza di diverse e comunicanti “camere di compensazione”, che tutt’oggi impediscono al livello dell’acqua in particolari circostanze climatiche di alzarsi fino alle basi della costruzione e di allagare l’edificio.
Nel corso delle parallele indagini storiche, non solo sul preesistente Palazzo Piombino ma anche sugli edifici realizzati in precedenza sullo stesso sito, il pregevole studio ha favorito nuovi spunti di osservazione e riflessione ponendo in luce elementi, fatti e conoscenze che così tanto appassionarono studiosi e non in quegli anni.
Nel corso della lettura delle strutture dell’edificio, costruito tra il 1914 e il 1922, e per una più approfondita conoscenza degli elementi costruttivi è stata utile e di grande interesse la consultazione della manualistica tecnica dell’epoca, che ha consentito un prezioso riscontro sulle tecnologie ed i materiali impiegati.
Contemporaneamente ha avuto inizio un’estesa campagna di monitoraggio avente lo scopo di testare i principali elementi strutturali al fine di rendere compatibili le strutture esistenti con le nuove esigenze.
Nel Gennaio del 2001 sono iniziati i lavori con la demolizione delle superfetazioni che modificavano l’architettura originale e con la bonifica radicale delle strutture esistenti conservandone le loro caratteristiche e geometrie.
Sulla traccia di documenti rinvenuti e custoditi presso l’Archivio Capitolino, è stato poi realizzato il mosaico al calpestìo della Galleria così come progettato dall’Arch. Dario Carbone e sono state restaurate la superficie vetrata del velario di copertura e tutte le decorazioni e le modanature delle pareti interne della Galleria riportate allo stato originale.
Attraverso un attento e lungo lavoro di recupero e pulitura sono state altresì restaurate e rese visibili le raffinate decorazioni in marmo “pavonazzetto” che ornano l’ambiente centrale nel cuore della Galleria originariamente destinato “ad attività bancaria” e successivamente per lungo tempo utilizzato per spettacoli cinematografici e di varietà.
Una particolare cura è stata posta, infine, nel ripristino dell’illuminazione interna della Galleria mediante il recupero e la riproduzione dei globi originali.
Il sistema di climatizzazione, le moderne porte di ingresso “trasparenti” per non alterare le facciate, l’adeguamento degli impianti elettrico ed antincendio, l’isolamento acustico e l’ottimizzazione dei dispositivi di sicurezza hanno migliorato lo standard qualitativo dell’edificio, adeguandolo alle moderne esigenze e funzionalità.
La ristrutturazione della Galleria Colonna, come altri lavori del Gruppo Lamaro, dimostra dunque la possibilità di convivenza tra tecnologia e opere d’arte e si propone come esempio di riqualificazione di antichi edifici storici altrimenti destinati ad un lento ma inesorabile degrado.
Siamo pienamente convinti dunque dell’importanza di iniziative come questa per le innegabili e giuste istanze di recupero della memoria storica e perché il nostro patrimonio storico, artistico ed architettonico possa rappresentare un terreno di intervento serio e ragionato, da parte di tutti: istituzioni e società civile, connubio che costituisce ulteriore conferma della proficua e fattiva collaborazione tra le Autorità e l’imprenditoria privata.
Un ringraziamento pertanto è doveroso e particolarmente sentito a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di tale opera con un paziente ed accurato impegno e con alta professionalità.
Espressione, infine, di gratitudine particolare va rivolta al Comune di Roma ed alla Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Roma per la fattiva collaborazione dimostrata per la realizzazione di questa opera.
